Test mascherine facciali Ottobre 2020

A 6 mesi di distanza dalla pubblicazione dei primi test sui facciali filtranti da parte della divisione Ricerca & Sviluppo di Antis, è ancora grande l’incertezza generale e deleteria la mancanza di conoscenza delle norme. Anche il mercato del settore è entrato in una “confort zone” dell’acquisto quanto mai pericolosa e deleteria per la salute a causa della “presunzione di sicurezza” che le mascherine oggi immesse sul mercato.

Come Sapete, Antis Group Srl, che da oltre 20 si occupa di sicurezza sul lavoro, ha incaricato il proprio POLO TECNOLOGICO DELLA SICUREZZA, di fare chiarezza e di togliere tanti dubbi riguardo alle mascherine facciali. Premettiamo che questo studio NON ha fini promozionali, perché Antis non produce mascherine… “PRODUCE SICUREZZA”

Abbiamo dato mandato a nostre spese, alla BSI, con sede in Inghilterra e filiali in tutto il Mondo, lotto delle migliori mascherine arrivate in Italia marcate (erroneamente) KN95 FFP2. BSI e uno dei 3 enti certificatori per filtranti facciali in Europa. Ente notificato n° 0865 dalla comunità europea per le certificazioni CE EN 149:2009 dei facciali filtranti.

La risposta è stata “…Abbiamo testato la tua maschera facciale EN 149 senza valvola, ma temo che non abbia soddisfatto i requisiti di penetrazione per una maschera EN 149: il limite Massimo per la valutazione FFP2 a cui stai mirando è del 6,0% e il limite superiore per la valutazione FFP1 è 20,0% – questa maschera ha raggiunto il 21,8% a quel punto il test è stato terminato….(traduzione del testo originale in inglese)”

In definitiva: Non ha raggiunto i requisiti per essere considerata nemmeno una FFP1!!!

Soltanto poche aziende, che da anni si producono questi filtranti (DRӒGER, 3M, Honeywell, ecc.) hanno prodotti realmente conformi alle certificazioni europee EN149:2009 che si possano realmente definire FFP2.

Attualmente nel mondo si adottano diverse certificazioni, ma esse non sono equiparabili, poiché sono differenti i tempi, i valori e i test effettuati.

Di conseguenza una mascherina KN95 non è uguale ad una FFP2.

Non è un caso quindi che in Italia e in tutta Europa sia valida solo la certificazione EN149:2001+A1:2009.

  • FFP2 (Europe EN 149:2001 + A1:2009);
  • KN95 (China GB 2626-2006);
  • N95 (United States NIOSH-42CFR84);
  • P2 (Australia /New Zealand AS/NZA 1716:2012);
  • DS (Japan JMHLW-Notification 214,2018);
  • Korea 1st class (Korea KMOEL – 64)

Per quanto concerne le “mascherine chirurgiche”, queste devono essere conformi alla normativa EN 14683:2019 e UNI ISO 10993-1:2010. In rete si trovano migliaia di siti che vendono prodotti di importazione definiti “certificati” e venduti in pacchi da 50 invece che imbustati singolarmente

Antis Group, ha deciso di fornire solo mascherine chirurgiche che seguono questi standard qualitativi, e che siano fabbricate in Italia, secondo REALI certificazioni rilasciate ed approvate dall’ ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA’ e soprattutto, siano imbustate ad una ad una, per garantire, un’igiene non riscontrabile in mascherine imbustate in lotti da 10, 20, 50 o 100 pezzi.

Riproponiamo pertanto alcuni test con la stessa modalità utilizzata nei mesi scorsi, mostrando in modo inequivocabile la differenza di fabbricazione, spessore, confezionamento di alcuni campioni di mascherine.  Abbiamo diviso il test in due tranche.

La prima è un’analisi al microscopio del tessuto utilizzato andando a rilevare, anche con un numero relativamente ridotto di ingrandimenti (450/600) eventuali possibili passaggi, soprattutto riguardo alle mascherine ricavate dal tessuto, perché quest’ultimo, avendo “trama e ordito”, presenta degli spazi intrinsechi alla tecnologia stessa.

Abbiamo poi cercato di riprodurre nei nostri laboratori, un test normato dalla certificazione UNI EN 149:2009: Una ventola spinge della polvere di talco verso il tessuto della mascherina sviluppando un flusso “robusto” ma non troppo forte (4,5 m3 all’ora) per 25 minuti.

Calcolando che il respiro medio di una persona è di 8 lt al minuto, i 25 minuti di test corrispondono a 4 ore di respirazione (il 60 % del tempo medio di utilizzo di una maschera facciale).

TEST 1

Dobbiamo tener presente che la quantità di talco all’ interno del contenitore utilizzato per la prova   è in concentrazione di gran lunga superiore ad una possibile esposizione virale giornaliera, anche se la dimensione media di un grano di polvere di talco è di 30/40 micrometri µm (10-6) mentre la dimensione di un virus e nello specifico il COVID 19 è di 100/130 nanometri nm (10-9) . Pertanto, calcolatrice alla mano, su di un granello di polvere potrebbero starci dai 250 ai 400 virus!!!!

PROPORZIONE TRA POLVERE DI TALCO E VIRUS

Visione al microscopio del nastro che ha trattenuto la polvere di talco passata dal filtro costituito dalla Mascherina 3 veli

1) prova su MASCHERINA CHIRURGICA 3 VELI

Nota anche come maschera medica o maschera per uso medico, è un dispositivo che, se certificato con  UNI EN 14683:2019 + AC:2019,  è destinato a essere indossato dagli operatori sanitari durante un intervento chirurgico o altre attività in ambito sanitario al fine di evitare la dispersione di agenti patogeni (quali ad esempio batteri o virus)  dispersi in goccioline liquide e aerosol che possono fuoriuscire dalla bocca e dal naso di chi la indossa. E’ efficace anche per proteggere chi la indossa da schizzi di liquidi organici.

Sicuramente meno protettiva per l’utilizzatore quando si tratta di filtrare l’aria in entrata, la maschera facciale per uso medico non blocca particelle molto piccole nell’aria che possono essere trasmesse da tosse, starnuti o determinate procedure mediche. Non fornisce inoltre una protezione completa da germi e altri contaminanti poiché non aderisce perfettamente al viso.

In molti paesi soprattutto orientali, non è inconsueto vedere la popolazione indossare questo tipo di protezione, non per proteggersi ma per proteggere gli altri da un proprio contagio, COME DIMOSTRAZIONE DI CONSIDERAZIONE PER GLI ALTRI E SENSO DI RESPONSABILITÀ SOCIALE, CONFIDANDO NELLA TEORIA CHE SE TUTTI DOVESSERO INDOSSARLA, NESSUNO DIVENTEREBBE VEICOLO DI CONTAGIO.

 Con il manichino mostriamo come si comporta la mascherina in fase di inspirazione (blu) e di espirazione (rosso)

In fase di inspirazione, non essendo la mascherina anatomicamente adesa al viso, permette all’aria non filtrata di poter passare. In espirazione tutta l’aria viene espirata contro il filtro della mascherina, fuoriuscendo solo in minima parte dai lati e quella che esce, è passata in gran parte dal filtro della mascherina, abbattendo in modo importante la carica batterica.

2) prova su MASCHERINE KN 95 vendute in E commerce e da negozi ed esercizi non specializzati

L’emergenza COVID-19 ha portato al limite ed oltre l’intera filiera produttiva delle maschere protettive, intese come DPI delle vie respiratorie. Nei primi mesi del 2020 la domanda improvvisa e massiva non era commisurabile alla produzione realizzabile nel breve periodo. Per sopperire alla domanda, si è registrato un   accesso a dispositivi che, arrivando da più continenti, sono identificati da norme diverse nella forma… se vogliamo abbastanza simili nella sostanza, ma sicuramente non equiparabili. In parole povere per noi, la KN95 non potrà MAI essere comparata ad una FFP2, perché chi vende con certificazioni europee si assume la responsabilità di   mantenere standard qualitativi ben determinati, corretti e reali. Chi commercializza la KN95 si presuppone abbia la certificazione CINESE GB2626-2006, perché questa è una ottenuta in CINA, (in EUROPA si certifica solo con la UNI EN 149:2009) pertanto si ha molta più difficoltà a reperire certificazioni reali e corrette, visto che spesso questo è un mondo con un sottobosco ricco di plagi e falsi. E questo lo si evince dalla foto qui sotto, dove lo spessore del TNT di una vera FFP2 è praticamente 6/7 volte maggiore di una KN95 acquistata su siti e commerce o in cartoleria !!! lo spessore di questa è persino inferiore a quello di una mascherina chirurgica che NON E’ UN DPI!  Di conseguenza il potere filtrante di questa Mascherina è molto ridotto e quasi inesistente. Secondo la norma, queste mascherine dovrebbero proteggere fino al 95%; in realtà hanno un potere filtrante sotto 80%. Per la precisione 78,2%… (valore ottenuto dal test effettuato per nostro conto dalla BSI). Se poi aggiungiamo che in moltissimi casi non è garantita l’igiene durante la produzione e il confezionamento e la filiera logistica (spesso sono impacchettate in multipli di 10 e vendute e maneggiate poi singolarmente), abbiamo un prodotto non certamente pulito.

In fase di inspirazione, non essendo la mascherina anatomicamente adesa al viso, permette all’aria non filtrata di poter passare, mentre in espirazione, tutta l’aria viene espirata contro il filtro della mascherina, fuoriuscendo solo in minima parte dai lati. L’aria che esce, è passata in gran parte dal filtro della mascherina, ,ma questo, non essendo congruo a parametri della EN149:2010  non ha un efficiente potere filtrante

Prova su MASCHERINA FFP2 secondo norma UNI EN 149:2009

L’emergenza COVID-19 ha portato al limite ed oltre l’intera filiera produttiva delle maschere protettive, quelle intese come DPI delle vie respiratorie.

Le maschere respiratorie della classe di protezione FFP2 offrono la massima protezione possibile dall’inquinamento dell’aria respirabile. Con una perdita totale del 6% max e una protezione necessaria pari almeno al 95% dalle particelle con dimensioni fino a 0,6 μm, sono in grado di filtrare particelle tossiche, e cancerogene (tranne la polvere dell’amianto, dove di deve per legge indossare almeno una FPP3). Queste maschere respiratorie possono essere utilizzate in ambienti di lavoro nei quali il valore limite di esposizione alle polveri e agli aerosol ha concentrazioni pericolose per la salute. Sono diventate di attualità durante l’epidemia COVID-19 essendo queste le più valide da essere indossate dal personale sanitario a stretto contatto con i malati da COVID-19. Queste Mascherine normalmente, ma non necessariamente hanno una valvola per permettere una espirazione facilitata.

In fase di inspirazione, essendo la mascherina studiata per essere il più adesa possibile al viso, permette all’aria non filtrata di passare in minima parte dalle zone laterali del viso, mentre in espirazione, tutta l’aria viene espirata contro il filtro della mascherina, fuoriuscendo solo in minima parte dai lati. L’aria che esce, è passata in gran parte dal filtro della mascherina, questo essendo congruo ai parametri della EN149:2010 ha un efficiente potere filtrante

FOTOGRAFIE DELLE MISURAZIONI DEI CAMPIONI DELLE MASCHERINE TESTATE

Mascherina FFP2 secondo norma UNI EN 149:2009 Strati 6 spessore medio 2,7 mm (come si vede da immagine)

   

MASCHERINE VENDUTE IN E COMMERCE E DA NEGOZI ED ESERCIZI NON SPECIALIZZATI 3/5 strati (ed alcune volte solo 2 strati)con basso valore gr/mt2 SOTTO i 0,3 mm !!!!!    
Mascherine chirurgiche secondo norma 14683:2019 e UNI ISO 10993-1:2010 3 strati con buon valore gr/mt2 (20/25)                 0,52 mm

Infine un accorgimento. Quando acquistiamo i filtranti facciali, se è possibile acquistiamoli confezionati uno ad uno. Il confezionamento non garantisce nella maggior parte dei casi la sterilizzazione, ma in ITALIA od in EUROPA, vengono prodotti in ambiente definito “CAMERA BIANCA” pertanto pulito con aria e temperatura controllata.

ANTIS GROUP e il POLO TECNOLOGICO DELLA SICUREZZA con la speranza di essere stati utili, sono a vostro fianco e si rendono disponibili per rispondere ed essere di supporto nella consulenza riguardo alle nuove procedure che questa pandemia ha implementato. Per eventuali chiarimenti e/o approfondimenti contattare il POLO TECNOLOGICO DELLA SICUREZZA a questo indirizzo mail: ricerca@padgloves.com